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martedì 27 giugno 2017

IMU pagata in eccesso: come chiedere il rimborso

L’IMU - Imposta Municipale Unica - è il tributo applicato ai beni immobili introdotto in sostituzione della precedente ICI.
Se per un errore nel calcolo l’IMU è stata pagata in eccesso rispetto a quanto effettivamente dovuto, è possibile fare richiesta di rimborso.

Come?

Richiedere il rimborso di quanto versato in eccesso è semplice.
Basta utilizzare il modello predisposto dal Comune nelle cui casse è stata versata oppure inviare una richiesta in carta semplice nella quale devono essere indicati i seguenti elementi:
  • Annualità per la/le quale/i viene richiesto rimborso;
  • Generalità del richiedente (cognome, nome, data e luogo di nascita, residenza, codice fiscale, telefono, eventuale e-mail);
  • Imposta correttamente dovuta;
  • Imposta erroneamente versata (con allegazione di copia dei versamenti eseguiti);
  • Differenza richiesta a rimborso;
  • Motivazioni alla base della richiesta di rimborso;
Il contribuente può scegliere la modalità di erogazione del rimborso.

Generalmente, infatti, i Comuni consentono la scelta tra due diverse opzioni:
1) accredito in c/c bancario: occorre a tal fine indicare le coordinate bancarie della propria banca, i dati dell'intestatario del conto e la sede dell'agenzia di credito;
2) autorizzazione a compensare: nel caso la richiesta di rimborso venga accolta il Comune invierà al contribuente apposita autorizzazione a compensare il credito con un debito d'imposta futura.

Termini di presentazione della domanda di rimborso:
Ai sensi dell’articolo 1, comma 164, Legge n° 296/2006: "il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione".

Imu Incostituzionale
Per completezza è doveroso dar conto del parere che la Commissione Europea ha dato dell'IMU, definendola imposta iniqua e priva di effetti redistributivi.
La Commissione Tributaria Provinciale di Massa Carrara, con ordinanza del 25 marzo 2015, ha accolto l'eccezione di illegittimità costituzionale rilevando il contrasto dell'imposta con gli articoli 42 e 53 Cost. rilevando che "l'imposta di cui si tratta appare in contrasto con il principio della capacità contributiva, essendo dovuta indipendentemente dalla percezione di un reddito da parte del proprietario del bene".

Samperisi&Zarrelli Studio Legale
Produzione riservata

per info: segui la nostra pagina Facebook o visita il sito www.samperisizarrelli-legal.eu

sabato 24 giugno 2017

Co.co.co. D.M. 66/2001: le cifre che vi spettano

Il nostro Studio Legale si sta occupando, già da tempo, delle problematiche dei lavoratori che subiscono da anni l'illegittima precarizzazione del proprio rapporto di lavoro.

Per questi lavoratori i pregiudizi si spingono oltre la già di per sé svilente condizione di precariato.

Le discriminazioni che i precari per anni hanno subito e subiscono sono innumerevoli e riguardano fra le tante:

- un trattamento economico di gran lunga inferiore rispetto a quello dei colleghi di ruolo;

- il mancato riconoscimento dell'anzianità di servizio sia ai fini giuridici (ad es. progressione di carriera) che ai fini contributivi e pensionistici;

- il mancato riconoscimento di una retribuzione e/o permesso  in caso di malattia;

- il mancato diritto ad usufruire di ferie;

- la mancata percezione della tredicesima mensilità;

-  l'omesso riconoscimento del diritto al periodo di comporto.  

Con riferimento ai Co.co.co del D.M. 66/2001 i nostri Consulenti del Lavoro hanno calcolato - con riferimento alla voci sopra elencate -  importi elevatissimi che spetterebbero loro di diritto.

Si tratta di cifre che superano - per ognuno di detti lavoratori - i 60.000 €.


Per maggiori informazioni scriveteci a: info@samperisizarrelli-legal.eu o sulla Pagina Facebook: Samperisi&Zarrelli Studio Legale.
333 7250877
328 1354394

Studio Legale Samperisi&Zarrelli
Produzione Riservata





lunedì 12 giugno 2017

Tasse Universitarie illegittime: le cifre del rimborso

Ecco quanto ciascuno studente ha diritto di recuperare

Senza saperlo, numerosissimi studenti universitari hanno versato, nel corso degli anni, tasse per importi superiori a quelli previsti dalla legge. 
Come già evidenziato negli approfondimenti precedenti, infatti, moltissimi Atenei italiani hanno imposto agli studenti tasse troppo alte che dovranno essere rimborsate.
Per questo motivo abbiamo deciso di avviare una campagna legale per consentire agli studenti di recuperare quanto pagato in eccesso.

Le cifre del rimborso
Molti di Voi ci hanno chiesto a quanto ammonta il rimborso che ciascuno potrà ottenere.
La risposta a questo interrogativo richiederebbe un esame caso per caso della posizione individuale di ognuno, attraverso l’esame dei bollettini di pagamento.
Ogni Ateneo, infatti, si compone di diverse facoltà e, all’interno di ognuna di esse, ciascuno studente paga le tasse universitarie in proporzione alla fascia di reddito in cui è collocato.
Per tale motivo, in via astratta, non è possibile fare una previsione in termini monetari, ma esclusivamente in termini percentuali.
Detta analisi è volta a stabilire - in termini percentuali appunto - il recupero che ciascuno studente avrà diritto ad ottenere in proporzione a quanto effettivamente pagato.

Ecco un esempio per comprendere le cifre del rimborso.
Facciamo il caso di uno studente iscritto all’Università Statale di Milano negli anni accademici compresi tra il 2007/2008 ed il 2012/2013.
Ebbene, l’Ateneo in questione ha richiesto allo studente una tassazione superiore a quella consentita dalla legge, costringendolo a pagare in media il 34,53 % in più rispetto a quello che avrebbe dovuto pagare per legge.
In particolare, lo studente ha pagato in più rispetto a quanto dovuto:
-          il 31,21 % nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 31,04 % nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 28,73 % nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 37,12 % nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 39,37 % nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 39,72 % nell’anno accademico 2012/2013.
Ne consegue che se, ad esempio, nell’anno accademico 2012/2013 lo studente ha pagato 1.000,00 € di tasse universitarie, allora avrà diritto ad un rimborso pari a € 397,20. Se, invece, sempre nel medesimo anno accademico lo studente, ha pagato 1.500,00 € di tasse allora avrà diritto alla restituzione della somma di 595,80 €. E così via per tutti gli altri anni accademici.

Al riguardo preme ancora una volta evidenziare che:
-          Il rimborso potrà essere richiesto e ottenuto da tutti gli studenti che hanno frequentato uno degli Atenei “fuorilegge”, a partire dall’anno accademico 2007/2008 sino a giungere all’anno accademico 2012/2013.

-          Per ottenere il rimborso, sarà necessario rivolgersi al Giudice civile, fornendo la prova di essere stati iscritti presso una delle Università suddette.

-          Per conoscere le cifre del rimborso è necessario disporre dei bollettini di pagamento versati da ognuno o comunque avere evidenza di quanto effettivamente pagato ogni anno (es. estratto conto bancario).

Di seguito riportiamo l’elenco delle percentuali di rimborso distinte per Ateneo ed anno accademico.

Università di Bergamo
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 45 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 29,5 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 57 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 41 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 50 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 58 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Varese Insubria Como
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 38,5 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 19 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il  28 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 48 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 47 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 45 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 44,5 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Venezia Ca’ Foscari
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 37,2 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 32 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 34 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 40 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 45 % in più nell’anno accademico 2012/2013.
*i dati forniti dal MIUR per l’a.a. 2008/2009 sono incompleti.

Università IUAV Venezia
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 33 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 27 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 27 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 39 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università Milano Bicocca
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 30,2 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 27 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il  22 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 24 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 32,5 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 36 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 40 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Bologna
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 29 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 18 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il  36 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 26 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 30 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 33 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 31 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Modena Reggio Emilia
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 26 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 14 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il  20 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 17 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 39 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 32 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 34 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Verona
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 22,5 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 2 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 10 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 26 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 26 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 34 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 37 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università Statale di Torino
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 22,5 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 10,5 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 6 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 18 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 32 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 33 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 35 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Università di Padova
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 22% in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 18 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 16 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 17 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 21 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 30,5 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 32 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Politecnico di Milano
In media l’Università ha chiesto agli studenti il 22,7 % in più rispetto al dovuto e precisamente:
-          il 16,5 % in più nell’anno accademico 2007/2008;
-          il 10 % in più nell’anno accademico 2008/2009;
-          il 25 % in più nell’anno accademico 2009/2010;
-          il 26 % in più nell’anno accademico 2010/2011;
-          il 26 % in più nell’anno accademico 2011/2012;
-          il 32 % in più nell’anno accademico 2012/2013.

Per l’Università di Ferrara la percentuali di rimborso raggiungono il 21,49% (nell’a.a. 2010/11), a Pavia il 14,48% e a Pisa il 14,36%.
Per quanto riguarda gli altri Atenei, lo sforamento non si è verificato in tutti gli anni accademici, ma solo in alcuni di essi. Per tale ragione, qualora interessati ad una Università non menzionata nell’elenco, scriveteci all’indirizzo info@samperisizarrelli-legal.eu specificando gli anni di interesse. Riceverete una risposta in ordine alla percentuale di rimborso e alla proponibilità della relativa azione.