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venerdì 27 gennaio 2017

Shop online: ho il diritto di ripensamento?


Il diritto di ripensamento o di recesso è la facoltà concessa al consumatore di poter recedere dal contratto senza il ricorrere di una giusta causa e ottenere la restituzione del prezzo pagato. Con lo sviluppo e l’utilizzo sempre più frequente dell’e-commerce, la questione è quanto mai attuale ed interessante. Capita oramai a tutti di fare acquisti di prodotti e servizi online e/o concludere contratti per telefono.

Cosa prevede la legge ?

Il Codice del Consumo ha introdotto, per il consumatore di prodotti e servizi acquistati a distanza (via internet, per telefono) o fuori dai locali commerciali (per strada, per posta, a domicilio), il diritto di revocare l’ordine o recedere unilateralmente dal contratto.  Un simile diritto non esiste nel caso di vendita in negozio se non a discrezione del venditore  e si distingue da quello previsto dal Codice Civile dove il diritto di recesso – dunque di sciogliere il contratto - può essere esercitato solo in presenza del consenso di tutte le parti.
L’esercizio del diritto di ripensamento non è subordinato al ricorrere di una giusta causa ed il consumatore, dunque, può farvi ricorso senza dover fornire alcuna giustificazione.
Il venditore, in sede di conclusione del contratto, è obbligato ad informare il consumatore dell’esistenza di tale diritto ed a consentirgliene l’esercizio con la restituzione della somma pagata. In caso contrario è soggetto a sanzioni.

Entro quando e come esercitarlo?

Il diritto di recesso può essere esercitato entro dieci  lavorativi mediante l'invio di una comunicazione scritta alla sede del venditore. Qualora il consumatore abbia ricevuto la consegna del bene, è tenuto a restituirlo o a metterlo a disposizione del venditore secondo le modalità ed i tempi previsti dal contratto. Il termine per la restituzione del bene, le cui spese sono a carico dell’acquirente, non può comunque essere inferiore a dieci giorni lavorativi decorrenti dalla data del ricevimento.
Fanno eccezione alla regola del recesso alcune categorie di beni e servizi:
-          servizio già integralmente eseguito dal venditore;

-          beni deperibili o sigillati una volta aperti;

-          beni personalizzati e/o su misura;  

-          giornali e riviste.

E se acquisto online da un’azienda straniera?

Il Codice del Consumo prevede che qualora il contratto sia regolato dalla legge di uno Stato membro dell’ Unione Europea, i diritti del consumatore residente in Italia, tra cui il predetto diritto di recesso, sono in ogni caso garantiti.

«Avvochic & choc, ovvero la moda nei tribunali» … direttamente su Facebook.

Si tratta del nuovo esilarante "gruppo" di Facebook composto da più di 30.000 avvocati pronti ad immortalare e postare stravaganti immagini di soggetti incontrati in Tribunale.

E se ne vedono di tutti i colori … ma di tutti i colori davvero !!! Da Milano a Nocera, passando per Roma e finendo a  Santa Maria Capua Vetere, la moda nei Tribunali sembra tingersi di sfumature sgargianti e la bacheca d’un tratto si riempie di pellicce sintetiche talmente tanto fuxia che in confronto il rosa shocking impallidirebbe timidamente.
Look, talvolta, davvero improponibili … pantaloni di pelle (e se ne vedono anche di pitonati!!!), tacchi estremi (degni di una cubista) che battono elegantemente sui marciapiedi del Tribunale.  C’è chi poi ha delle scarpe da uomo classiche e distinte. Peccato che a ben vedere siano una diversa dall’altra (!!!)  … Ed avere una scarpa marrone ed una nera, daltonismo a parte, crea il giusto link tra Tribunale e Facebook … i piedi dell’uomo finiranno immancabilmente su un post del gruppo!
Abiti succinti e provocanti si mescolano a mise più "pigiamesche" … Si sa, certe volte la comodità è tutto! … Ecco quindi far capolino nei corridoi le più colorate tute, gente che pare appena uscita da un cantiere … che una bella birretta alla mano non ci starebbe mica male mentre si fa la fila in macelleria … ops … in cancelleria!

Ora scherzi a parte, sappiamo tutti che l’abito non fa il monaco. Tuttavia, chi sa dell’esistenza di questo fenomeno è ben consapevole, quando si sveglia la mattina, che oltre a correre (fascicoli alla mano) per andare in udienza dovrà anche cercare di vestirsi in maniera decente, o quanto meno sobria … insomma non dare nell’occhio.
Un particolare fuori posto, un segno distintivo troppo eccentrico non passerà inosservato. Sarà quasi sicuramente immortalato, postato e commentato. Tutti si chiederanno se si tratta di un look «chic» o, al contrario, «choc» e se è vero che i gusti sono gusti, talvolta si esagera davvero!

Ora, al di là di ogni (inutile e ridicola) paternale sul presunto decoro della professione, sarebbe meglio badare più alla sostanza che alla forma e l’unica forma che di un avvocato dovrebbe interessare è quella che i latini chiamavano la «forma mentis».

Ma cosa c’è oggi nella mente di un avvocato?

Chi non svolge questa professione non può saperlo. Tralasciando i principi del foro, l’avvocato del nostro tempo talvolta si sente smarrito e confuso.
L’avvocato sa bene che dovrà studiare per tutta la vita, ma sa anche che non potrà stare troppo tempo sulla scrivania. Dovrà anche uscire, fare una capatina al bar o (per i più distinti) al club! I clienti non vengono da te se non ti conoscono e non ti hanno mai visto in giro.

Dovrà sorridere (anche quanto va tutto storto). Sorridere sì, ma a denti stretti. I clienti non vanno da chi sembra triste o musone, ma non vanno nemmeno da chi sembra prendere tutto alla leggera.  

L’avvocato, passa ore ed ore chiuso tra le mura del suo studio sommerso dalle carte. Cerca di risolvere i problemi degli altri, tralasciando i suoi da parte. Magari è in grado di districarsi tra sillogismi e ragionamenti filosofici a favore del proprio cliente, ma intanto le sue bollette fanno la muffa, tanto quelle sono "facili" … basta pagarle!

Ed ecco un’altra nota dolente … i clienti che non pagano … ed è inutile fare finta di niente: è così e l’avvocato lo sa bene. Certe volte la gente crede che l’avvocato sia un dispensatore di consigli, così a gratis (!!!) eh si … perché gli piace lambiccarsi il cervello, d'altronde ha solo studiato tutta una vita!!! … E intanto ore ed ore ad ascoltare, interpretare e risolvere i problemi degli altri … mentre la muffa delle sue bollette aumenta.


L’avvocato lo sa che la cliente che non paga va tutte le settimane dal parrucchiere e dall’estetista, l’avvocato la vede la macchina nuova di zecca del cliente che fino all’altroieri diceva di non avere un euro!  Sì, la vede … ma poi abbassa lo sguardo e continua il suo lavoro, perché ha troppo da fare … Vede anche i post su Facebook, si fa una risata e magari impietoso (gli avvocati sono anche così)  commenta pure maliziosamente. Poi però torna al suo lavoro e tra una scartoffia e l’altra lo ha già "perdonato" quel collega dal look improbabile, pensando tra se e se … «chissà se se la passa meglio di me» !