Senza saperlo, numerosissimi studenti
universitari hanno versato, nel corso degli anni, tasse per
importi superiori a quelli previsti dalla legge.
Moltissimi
Atenei italiani, infatti, hanno imposto agli studenti tasse troppo alte che dovranno essere rimborsate.
Cosa prevede la legge [1]?
La
normativa prevede che l’importo della tassazione richiesta agli studenti non
può superare di oltre il 20% il c.d. Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO).
Il
“Fondo di Finanziamento Ordinario” è la somma che ogni Università riceve dallo
Stato per la gestione del proprio Ateneo.
Quindi,
ad esempio, se lo Stato eroga all’Università una cifra pari a 100 per l’intero
anno accademico, vorrà dire che le tasse richieste agli studenti, con
riferimento allo stesso anno, non potranno complessivamente essere superori a
20.
Molti
Atenei italiani hanno, invece, superato tale limite.
Quali sono gli Atenei italiani
“fuorilegge”?
È
bene chiarire, in primo luogo, che ci si riferisce ai soli Atenei pubblici.
Quindi, chi ha frequentato un’Università privata non potrà ottenere alcun
rimborso.
Secondo
i dati raccolti dalle associazioni studentesche e pubblicati dal MIUR nel 2011, le Università italiane “fuorilegge” - che hanno cioè “tassato” gli studenti sforando
la soglia del 20% - erano più della metà (36 Atenei su 61).
Ecco l’elenco degli Atenei
che dovranno rimborsare i propri studenti.
1)
Università degli Studi di
Bergamo
2)
Università degli Studi di
Bologna
3)
Università degli Studi di
Brescia
4)
Università degli Studi di
Cassino
5)
Università degli Studi di
Catania
6)
Università degli Studi “G.
D’Annunzio” Chieti-Pescara
7)
Università degli Studi di
Ferrara
8)
Università degli Studi di
Firenze
9)
Università degli Studi di
Genova
10)
Università degli Studi
Insubria Varese-Como
11)
Università degli Studi di
Milano
12)
Università degli Studi di
Milano Bicocca
13)
Politecnico di Milano
14)
Università degli Studi di
Modena e Reggio Emilia
15)
Università degli Studi del
Molise
16)
Seconda Università degli Studi di Napoli
17)
Università degli Studi di
Napoli “Parthenope”
18)
Università degli Studi di
Napoli “L’Orientale”
19)
Università degli Studi di
Padova
20)
Università degli Studi di
Parma
21)
Università degli Studi di
Pavia
22)
Università degli Studi di
Pisa
23)
Università degli Studi
“Mediterranea” di Reggio Calabria
24)
Università degli Studi di
Roma Tre
25)
Università degli Studi di
Salerno
26)
Università degli Studi del
Sannio di Benevento
27)
Università degli Studi di
Teramo
28)
Università degli Studi di
Torino
29)
Politecnico di Torino
30)
Università degli Studi di
Trento
31)
Università degli Studi di
Udine
32)
Università “Ca Foscari” di
Venezia
33)
Università IUAV di Venezia
34)
Università degli Studi di
Verona
35)
Università degli Studi di
Urbino “Calo Bo”
36)
Università degli Studi di
Camerino
Le
Università elencate hanno tutte sforato – sebbene in percentuali diverse – la
soglia del 20% “del FFO” e nel corso degli anni, con qualche piccola
oscillazione percentuale, hanno sempre praticato tassazioni illegittime.
Quali le cifre del rimborso?
Il
rimborso per ciascuno studente sarà costituito dalle tasse illegittimamente pagate per tutto il periodo ricompreso tra il 2006 ed il 2012, oltre agli interessi
maturati su quella somma. A tale cifra, inoltre, dovrà aggiungersi
la condanna alle spese legali nei
confronti dell’Università – che si presume sarà elevata stante l’evidente
illegittimità del comportamento – raggiungendo dunque cifre considerevoli
Chi può chiedere il rimborso?
Il
rimborso potrà essere richiesto e ottenuto da tutti gli studenti che hanno
frequentato uno degli Atenei menzionati nell’elenco soprastante, a partire
dall’anno 2006 sino a giungere al 2012.
Tali somme dovranno essere rimborsate.
Come?
Sarà
necessario rivolgersi al Giudice, per il tramite di un avvocato, fornendo la prova
che si era iscritti presso una delle Università sopra elencate.
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