Dal 17 gennaio 2017 sono in vigore i nuovi prezzi degli abbonamenti dei pendolari della linea alta velocità voluti da Trenitalia, azienda partecipata interamente dallo Stato.
L’amara sorpresa era stata preannunciata ai viaggiatori già dagli ultimi mesi dello scorso anno, quando, con un dietrofront, la direzione ha rinunciato alla decisione iniziale di eliminarli definitivamente. Magra consolazione che ha portato molte associazioni dei consumatori sul piede di guerra contro la decisione assunta dalla dirigenza.
Sono circa 8.000 i passeggeri che durante la settimana affollano i treni ad alta velocità. Per molti di loro, lavoratori costretti a quotidiani spostamenti, tali rincari sono un vero e proprio dramma, poiché potrebbero significare persino la rinuncia al posto di lavoro.Non vi è dubbio che la scelta di Trenitalia disincentiverà l’utilizzo del trasporto ferroviario.Già dal primo gennaio, inoltre, Trenitalia aveva previsto la prenotazione obbligatoria del posto a sedere per tutti gli abbonati, con possibilità di due prenotazioni giornaliere – una per l’andata ed una per il ritorno – per ogni giorno solare di validità dell’abbonamento. La prenotazione obbligatoria aveva già da sé destato molti malumori tra i passeggeri, i quali in assenza di valida prenotazione del posto sono costretti ad una ulteriore penalità di € 10,00. Oltre il danno la beffa verrebbe da dire!Forse, in un periodo di crisi e difficoltà economiche così diffuse, garantire collegamenti ferroviari efficienti ed a prezzi ragionevoli, è un onere di cui uno Stato democratico deve farsi carico.
giovedì 26 gennaio 2017
E io pago!
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