Si
apre la strada al maxirimborso di quanto pagato in eccedenza da migliaia di
studenti agli Atenei italiani.
Il
Consiglio di Stato ha condannato l’Università di Pavia al maxirisarcimento milionario in favore degli studenti che, nel corso degli anni, hanno versato alla propria
Università tasse per importi
superiori a quelli previsti dalla legge [1].
La
normativa sul punto, infatti, è di chiaro tenore letterale [2]: l’importo della tassazione richiesta agli studenti non può
superare di oltre il 20% il budget erogato dallo Stato alle Università e denominato “Fondo di Finanziamento
Ordinario”.
Ciò
significa che le Università non
possono richiedere agli studenti di pagare tasse in misura superiore al 20% rispetto
alla somma che le stesse ricevono dallo Stato per la gestione del proprio
Ateneo.
Ad
esempio, se lo Stato eroga all’Università una somma pari a 100 per l’intero
anno accademico, vorrà dire che le tasse richieste agli studenti, con
riferimento allo stesso anno, non potranno complessivamente essere superori a
20.
È evidente che in un clima di restrizioni,
tagli e calo di iscrizioni, le Università italiane stiano vivendo un periodo di
crisi. Non è giusto, però, che a dover sostenere i costi della contrazione
della spesa pubblica siano gli studenti.
L’illegittimità di tale circostanza è stata
posta sotto i riflettori dalle Associazioni degli studenti di Pavia (UDU) che, con la loro battaglia, hanno
ottenuto, prima dal Tar [3] e poi
dal Consiglio di Stato [4], il riconoscimento del loro diritto alla
restituzione di quanto pagato in eccesso.
Il
caso di Pavia non è isolato. Nella realtà, secondo i dati raccolti dalle
associazioni studentesche e pubblicati dal MIUR
nel 2011, le Università italiane “fuorilegge”
- che hanno cioè “tassato” gli studenti
sforando la soglia del 20% - erano più della metà (35 Atenei su 62).
Il
dato ha fatto tremare il Governo che, nel 2012, per superare il problema ha liberalizzato il limite della
contribuzione studentesca, con il risultato che, ad oggi, l’Italia è il terzo
Paese europeo per maggiore tassazione universitaria.
Tuttavia,
il correttivo del Governo Monti, sebbene abbia apparentemente regolarizzato la
situazione, ha lasciato irrisolto il problema per gli anni precedenti la sua
entrata in vigore. Ne consegue che tutti coloro che, sino al 2012, hanno pagato
le tasse universitarie ad uno di
quegli Atenei i cui bilanci siano
risultati irregolari, hanno diritto al rimborso delle somme pagate in
eccedenza.
Inutile
sottolineare che si tratta di cifre macroscopiche che ciascuno studente, in
proporzione alla quota pagata, ha diritto a recuperare. Si prevedono, pertanto,
fiumi di ricorsi e maxirisarcimenti a carico degli Atenei.
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