Quanto più è reale, tanto più ci appare inverosimile!
Sembra quasi incredibile, ma purtroppo è la realtà: è quanto accaduto ed accade ai pensionati italiani secondo le nuove direttive dell'INPS.
Secondo la nuova operatività dell'INPS a partire dall'anno 2016, infatti, il pensionato titolare della prestazione soggetta a limiti di reddito ha l'obbligo di dichiarare la propria situazione economica per continuare a godere delle prestazioni aggiuntive.
In assenza di tale comunicazione l'INPS sospende l'erogazione delle prestazioni legate al reddito e, se nei 60 giorni successivi alla sospensione non riceve alcuna comunicazione, l'INPS revoca in via definitiva le prestazioni collegate.
La decisione, ovviamente ispirata esclusivamente al risparmio di spesa, è stata aspramente criticata perché destinata a colpire la fascia più debole della popolazione, che oltre ad esser priva delle risorse finanziarie spesso è anche priva degli strumenti per comprendere cosa fare e come rimediare.
Ma di che dichiarazione si tratta?
La dichiarazione cui ci si riferisce è detta RED e deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni previdenziali e assistenziali aggiuntive alla pensione, erogate dall'INPS, e collegate al reddito.
Caratteristica ulteriore è che il modello RED non arriva più a casa del pensionato e pertanto le probabilità che questi ometta di compiere la prescritta dichiarazione aumentano esponenzialmente, con evidente gaudio delle casse dell'Inps.
Le integrazioni che molti pensionati si troverebbero - e purtroppo si trovano - a perdere sono le integrazioni alle pensioni inferiori ai 750,00 € e/o alle pensioni inferiori ai 502,00 € mensili, l’assegno sociale che spetta agli ultra 65enni con un reddito complessivo inferiore ai 5 mila euro, maggiorazioni varie, la 14ª mensilità, l’assistenza per invalidi civili e inabili al lavoro e l’assegno di nucleo familiare.
Le somme che i pensionati potrebbero aver perso - ma che hanno in ogni caso hanno diritto a recuperare - variano a secondo del tipo di “Diritto inespresso” e vanno mediamente dai 30 ai 120 €uro mensili e, per gli arretrati, dai 1.800 ai 6.000 €uro. Ci sono però anche casi da 10.000/13.000 euro.
Si tratta come si può vedere di cifre considerevoli se si tiene conto che si riferiscono a pensioni mediamente di 7.000,00 € annuali.
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